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Artist

Dante Marcos Spurio, Simona Lunatici, Simone Letari, Flavia Rossi

Project

Fondovalle

Issue

Bab01

Category
BAB01
Tags
Dante Marcos Spurio, Flavia Rossi, Serena Marchionni, Simona Lunatici, Simone Letari
About This Project

Fondovalle

di Serena Marchionni

Ikonemi, per il suo primo anno di vita, ha potuto contare su un minuscolo comitato scientifico composto da sole due persone, me, dottoressa in storia dell’arte e Daniele Cinciripini, fotografo, docente universitario e foto editor. Abitiamo in due cittadine marchigiane lungo la costa, e dopo aver fotografato territori lontani o comunque diversi dal luogo d’origine abbiamo deciso di osservare il nostro paesaggio ordinario e quotidiano. Per farlo abbiamo risalito la linea del fiume, spostandoci verso l’entroterra, a cercare quella radice ideale e sconosciuta del paese che abitiamo. L’obiettivo era quello di comprendere di più come siamo fatti e conoscere la terra che ci circonda. Fin dal principio eravamo consci che gli strumenti in nostro possesso non sarebbero stati sufficienti per capire ciò che ci si apriva sotto gli occhi, per questo abbiamo pensato di creare: fondovalle l’indagine multidisciplinare. Un’occasione di confronto e approfondimento sia culturale che fotografico, attraverso la quale abbiamo coinvolto fotografi, architetti, urbanisti, storici per fornirci degli strumenti necessari a tale esplorazione. Fondovalle nasce come un’indagine prima fotografica e poi multidisciplinare, perché intendiamo l’immagine fotografica, con tutte le sue peculiari ambiguità, uno straordinario campo d’azione, in cui la trasparenza e la materialità dell’immagine entrano in contatto con il fruitore, la sua cultura ed il contesto d’uso.

Le fotografie del progetto Fondovalle appaiono nate nel segno della soglia museale in quanto destinate ad essere esposte come opere, ma esse non sono state realizzate per essere solo delle “vedute” e appartenere perciò ad uno spazio discorsivo estetico. Il fine che ci siamo posti era quello di complicare i bordi dello spazio espositivo, allargarli per costituire uno spazio discorsivo di confine, un ponte tra discipline e fruitori diversi. Creare questo corpus consistente d’immagini ci è sembrato il pretesto ideale per intraprendere un percorso, non solo estetico, per l’interpretazione e la scoperta del paesaggio. Il simposio e la lettura incrociata delle immagini che propone, la mostra e le relative visite guidate (tenute da autori e curatori) ed infine i percorsi, delle passeggiate fotografiche aperte ai visitatori dell’esposizione, realizzate per riconnettere la fase di ripresa e percezione del reale a quella di decodifica delle rappresentazioni in mostra, sono le modalità di apertura e messa in discussione dello spazio discorsivo estetico normalmente attribuito all’immagine, per approfondire le caratteristiche e le causalità del linguaggio visuale e conoscere direttamente alcuni degli aspetti peculiari del paesaggio di fondovalle.

Siamo consapevoli che la fotografia fin dalle sue origini, forse in maniera ancora più maliziosa della cartografia, ha nutrito il sogno della possibilità di appropriarsi dell’apparenza del mondo. Essa è ancora oggi considerata come un naturale documento della vita del mondo  e l’accumularsi di fotografie nell’archivio fa erroneamente credere che sia sufficiente l’accumulo, e magari il maggior accumulo possibile, per raccontarne la storia. Per noi che abbiamo definito il paesaggio contemporaneo ed ordinario come oggetto di rappresentazione è chiaro il contrario, la fotografia non è naturalmente un documento, anche nel caso in cui fosse lo stesso fotografo ad intenderla come documentaria. La fotografia piuttosto è uno strumento d’interpretazione e creazione del reale, lo specchio, più o meno fedele, della percezione del mondo esterno.  Il fine dell’indagine perciò non è stato quello di generare documenti che certificassero una memoria del fondovalle del Tronto, al contrario l’obiettivo è stato quello di stimolare la creazione di pensieri per immagini, un invito ai fotografi così come ai fruitori a guardare le cose e le loro relazioni messe in opera dalla percezione fotografica.