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Project

Piet[r]à

Issue

Bab03

Category
BAB03
Tags
Alice Caracciolo, Bab03, Cemre Yesil
About This Project

Castro, profondo sud della Puglia, seconda metà del ‘400. Le coste di questo piccolo borgo di pescatori, così come quelle di molti altri paesi del Salento, sono messe a dura prova dai costanti e ripetuti saccheggi turchi. Due fotografe, una turca e una pugliese, si confrontano, a seicento anni circa dai fatti, prendendo spunto dalla leggenda della “Moglie del turco” per ripercorrere una storia che lega due terre intorno all’amore per una pietra. Alice Caracciolo e Cemre Yesil intraprendono un viaggio fotografico e narrativo inteso a indagare l’anima nascosta in ogni pietra, sia essa frutto della natura o manufatto artistico. Scrutano lo stretto legame tra pietra e animo umano attraverso i secoli: il suo valore mistico e spirituale, il suo essere custode silenzioso del nostro passato come una torre di avvistamento durante le incursioni turche all’interno di una terra-ventre, il suo essere concrezione di materie terrestri, proprio come la terra emersa del Salento, il suo corrodersi e farsi granello di sabbia, pronto ad essere mosso dal vento verso direzioni ignote, il suo essere roccia e grotta primordiale che contiene segreti che sa e corrode solo il mare. Dalla pietra apprendono ciò che gli uomini hanno dimenticato nei secoli: le pietre in principio inanimate sono rese vive dall’uomo che le ha rivestite di valori importanti ed emozionali, le ha rese impossibili da rimuovere, storia collettiva. Il lavoro si conclude con alcuni interrogativi: cosa accade all’animo dell’uomo quando un oggetto a cui è devoto viene sottratto alla sua vista? Cosa accade quando parte del paesaggio si sgretola sotto la luce del sole? Cosa significa essere una pietra? Cosa significa avere pietà e rispetto del nostro passato? Piet[r]à è anche una storia di immigrazione, di contatto e scontro tra due popoli così simili, ma in fondo così diversi. L’immigrato di Piet[r]à è una donna, è il popolo castriota e il popolo turco. Tutti i personaggi di questa storia hanno un mondo del passato a cui appartiene un mondo del presente. Scopriamo che difficilmente questi mondi s’incontrano. Il processo d’integrazione in Piet[r]à viene costantemente interrotto da diversi fattori: convinzioni popolari, usi e costumi degli antichi popoli, istituzioni antropologiche ancora oggi ben radicate. La donna diventa “oggetto di scambio”, “oggetto di contendimento”, o redenzione dai peccati? E lo straniero, in fondo, chi è? Piet[r]à svela, dunque, una storia le cui radici si trovano nella ricerca di contatto tra popoli, costantemente interrotta dall’impossibilità degli uomini di scendere a compromessi. La storia si ripete uguale a se stessa, anche a distanza di secoli.

testo di Elena Carluccio

Castro (Lecce, Italy), second half of 1400. The coasts of a small fishing village are severely destroyed by constant and repeated Turkish looting and attacks. In a project commissioned by Puglia Region, two photographers, a Turkish and an Apulian, compare themselves, after 600 years from the fact, inspired by the legend of the “Turkish Wife”, in

order to retrace a story that links two lands around the love for a stone.

Alice Caracciolo and Cemre Yesil investigate the hidden soul of every stone. They deeply analyze the close link between stone and human soul, through the centuries: its mystical and spiritual value, its being a silent guardian of our past as a “watching tower” during Turkish raids; its being rock and primitive cave, that contains secrets that only sea knows and rusts. The stones become animated thanks to those men who have covered them with important and emotional values and that made them impossible to remove, building the collective history. The work ends with some questions: what happens to the soul of man when an object to which he is devoted is subtracted from his sight? What does it mean to be a stone? What does it mean to have pity and respect of our past?

Piet[r]à is also a story of immigration. Piet[r]à immigrant is a woman is the people of Castro and the Turkish people. All the characters in this story have a world of the past to which a world of the present belongs and we discover that these worlds hardly meet. The process of integration in Piet[r]à is constantly interrupted by various factors: popular convictions, customs and traditions of the ancient peoples, anthropological institutions still well rooted today.

Consequently Piet[r]à unveils a story whose roots lie in the search of contact between peoples, constantly interrupted by the impossibility of cooperation between men: the same plot of the story, even after many centuries.

text by Elena Carluccio

Alice Caracciolo

Fotografa e artista visuale leccese. Si è laureata in storia dell’arte all’Università di Pisa, si è poi diplomata in fotografia e visual design presso l’Accademia NABA di Milano e, rientrata a Lecce, ha conseguito la qualifica professionale in grafica editoriale. È co-fondatrice di LO.FT a Lecce, spazio polifunzionale dedicato alla fotografia autoriale contemporanea. Insegna fotografia e grafica presso scuole e istituti di formazione universitaria. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale tra cui: La Triennale di Milano, Fondazione Forma (Milano, IT), Bushwick Open Studios (New York), Galleria SP3 (Treviso, IT), Galleria Ostrakon (Milano, IT), Slideluck (Roma), Bitume Photofest (Lecce, IT), History and Communication Museum (Kaunas, LT), Town Hall (Vilnius, LT).

Cemre Yesil

Fotografa e artista visuale turca, vive e lavora a Istanbul. Si è diplomata in fotografia a e poi in arti visive presso la Sabanci University. Ha fondato FiLBooks a Karaköy (Istanbul), uno spazio dedicato ai foto libri, che accoglie talk e workshop con artisti. Insegna fotogra a presso la Istanbul Bilgi University e la Koç University.

Il suo lavoro è stato esibito e pubblicato a livello internazionale. È stata nominata al Paul Huf Award 2014, al ING Unseen Talent Award 2016, al Lead Awards 2016, al Prix du Livre d’Auteur – Les Rencontres d’Arles 2016. Il British Journal of Photography l’ha de nita una tra i 25 fotogra più promettenti nel panorama mondiale della giovane fotogra a contemporanea.

Alice Caracciolo (1986) is an Apulian photographer living in Lecce. She was born in Pisa, where she holds an MA in history of art and then a Master in photography and visual design in Milan. Her work has been exhibited internationally and recently her work was selected at Fotografia Europea, Athens Photobook, Photobook Show, Guernsey Photography Festival, Dummy Book Award promoted by La Fabrica & Photo London, 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo, promoted by MiBACT, La Triennale di Milano and MUFOCO. Her personal project are published on Icon, YET Magazine, iGNANT, PHmuseum, Phroom magazine, Documentary Platform, Rockit, Rental Magazine. She’s also a professor of photography, an editor and co-founder of LO.FT, in Lecce.

Cemre Yesil is a Turkish photographer living in Istanbul. Her BA is in photography and she holds an MA in visual arts from Sabanci University. Her work has been exhibited and published internationally. She was nominated for the Paul Huf Award 2014 of Amsterdam Photography Museum FOAM, for ING Unseen Talent Award 2016 and for Lead Awards 2016, for Prix du Livre d’Auteur – Les Rencontres d’Arles 2016. She lectures on photography in Istanbul Bilgi University and Koc University. Recent publications include ‘OCC Retrospective’ (2014 – Orta Format Magazine), ‘The House We Used to Call Home’ (2014), For Birds’ Sake (in collaboration with Maria Sturm, (2016 – La Fabrica), Pietra (2017). Cemre Yesil is the founder of FiLBooks, in Karakoy, Istanbul.